STEP #14: "Nell'Ottocento"


COMPRESSIONE E PSICOLOGIA

Spostandoci di qualche decennio rispetto al post precedente giungiamo nell’ Ottocento, volgendo la nostra attenzione su un’altra scienza: la psicologia. 
Jean-Martin Charcot con i suoi studi sull’isteria ispirò Sigmund Freud, quindi possiamo considerarlo uno dei fondatori di questa disciplina. Tra le sue varie considerazioni su questo argomento, di particolare interesse per noi sono le sue teorie riguardo la isteroepilessia, tecnicamente chiamata hysteria maior o grande hystérie. Tale disturbo associava fenomeni di convulsioni tipici dell’epilessia a pazienti non affetti da questa malattia. Secondo lo psicologo ciò accadeva in seguito alla formazione di tendenze isteriche nella psiche. Egli nel 1878 allora progettò una cintura per la compressione delle ovaie (ricordando che l’isteria era attribuita esclusivamente al genere femminile), la cui funzione era quella di esercitare una pressione continua nella zona lombare e conseguentemente porre fine alle convulsioni isteriche. L’efficacia di questo strumento è stata fortemente messa in discussione e poco tempo dopo venne abbandonata come terapia.


Jean-Martin Charcot 
(Parigi, 29 novembre 1825 – Montsauche-les-Settons, 16 agosto 1893)

 


Tratto da “Psicosomatica. Storia dei sintomi e delle patologie dell’Ottocento a oggi” di Edward Shorter
 


 

STEP #13: "Nel Settecento"


COMPRESSIONE ED ANESTESIA

Continuando la ricerca di un riferimento al tema centrale di questo blog sulla linea temporale, mi sono imbattuto nell’ambito medico. Nel Settecento, infatti, la modernizzazione raggiunge anche la medicina, vengono introdotte metodologie di studio più ricorsive ed accurate. Tra i vari ricercatori in questo campo è interessante il chirurgo James Moore. Egli introdusse una forma di anestesia localizzata, essendo ancora sconosciuta all’epoca ogni soluzione farmacologica, la quale consisteva nella selettiva compressione dei tronchi nervosi per la chirurgia degli arti. Tramite dei morsetti venivano meccanicamente compressi dei punti nevralgici del sistema nervoso causando la perdita di sensibilità della regione interessata. Con questa tecnica nel 1784 il chirurgo scozzese Jhon Hunter compì un’amputazione al di sotto del ginocchio.



Tratto da “Storia dell’Anestesiologia” di G. Bellucci